Il Decreto Dignità del 2018 ha cambiato radicalmente il panorama commerciale del gioco in Italia, vietando qualsiasi forma di pubblicità, promozione o sponsorizzazione legata al gioco d'azzardo. A sei anni dall'entrata in vigore di questa norma, il governo italiano sta valutando se e come modificarla per consentire agli operatori con licenza ADM di tornare a fare comunicazione commerciale.
Cosa Vieta il Decreto Dignità
Il decreto vieta in modo assoluto qualsiasi pubblicità, diretta o indiretta, di giochi o scommesse con vincite in denaro. Il divieto si estende a televisione, radio, stampa, internet, affissioni, e soprattutto alle sponsorizzazioni sportive. Le violazioni sono soggette a sanzioni fino al 20% del valore della campagna pubblicitaria.
Perché il Governo Valuta una Revisione
Il dibattito sulla revisione è alimentato da più fronti. La Serie A e le leghe sportive italiane lamentano la perdita di centinaia di milioni di euro di entrate da sponsorizzazioni che prima della riforma erano una componente essenziale dei loro bilanci. Allo stesso tempo, il paradosso Polymarket-Lazio ha dimostrato che operatori internazionali non licenziati riescono comunque a ottenere visibilità nel calcio italiano, aggirando il divieto grazie alla loro presenza nei mercati esteri.
Le Possibili Modifiche
Le proposte sul tavolo includono la possibilità di consentire sponsorizzazioni sportive esclusivamente agli operatori con licenza ADM in regola con tutti gli obblighi fiscali e di compliance, con criteri stringenti per quanto riguarda il contenuto e i destinatari della comunicazione — ad esempio vietando messaggi indirizzati ai minori o ai giocatori autoesclusi.
I lavori sono ancora in corso. Il Ministro dello Sport Andrea Abodi e il Viceministro Maurizio Leo stanno conducendo consultazioni con le federazioni sportive e con i rappresentanti degli operatori. Una decisione formale non è attesa prima della fine del 2026.